APRITI IED

Entrata libera.
“Quanta creatività! Quanti ventilatori! Quanta birra…”

All’Apriti IED c’è chi può e Cecchi Paone. Ma quello che interessa alla IED Brigade non è tanto l’open day in sé, quanto la creatività che circola e si mescola nell’aria, si ferma agli usci delle porte e chiacchiera alla ricerca di una fetta d’ombra, in un meltin’ pot di talenti affermati, rampanti e futuri.

Nel cortile di Via Sciesa 4 incontriamo chi sta valutando la possibilità di iscriversi allo IED e si avvicina timoroso ai gazebo carichi di brochures, ai delicati progetti di tesi e ai monitor sui quali incontra e apprezza anche i nostri video. Chi ha appena ritirato il diploma o sta ancora dando esami e sclerando su progetti che non farà mai in tempo a consegnare. Chi stava passando di lì per caso, e incuriosito dalla folla e dalla birra gratis, si è lanciato nella mischia. E infine, chi lo IED lo ha finito da una manciata di anni ed è testimonianza vivente del fatto che l’epidemia del precariato non contagia tutti.

Appartengono a quest’ultima categoria i ragazzi dello Studio Morinn. “Morinn”, che non è una parola veneta, ma la contrazione dei cognomi delle due fondatrici. Si tratta di un gruppo di talenti IED che, ritirato il diploma, ha semplicemente attraversato la strada, incontrando il suo futuro in Via Sciesa al numero 9.

Ci incuriosisce particolarmente il look di Federica Moretti, che patron Cecchi Paone definisce da “pornoscolaretta”: grembiulino a scacchi blu e bianchi, shorts e zeppe. Federica è nata fotografa e diventata fashion designer, in particolare di cappelli, di cui ci presenta svariati esemplari. Come sottolineano i ragazzi stessi, all’interno dello Studio Morinn i ruoli si invertono ed evolvono, garantendo ai clienti un “servizio completo”.

Dopo l’intervento ufficiale, non possiamo perdere l’occasione di parlare di persona col suddetto Studio. E così anche la IED Brigade attraversa la strada (chissà che non ci porti fortuna…) e entra in un laboratorio brulicante di grafici, fotografi, art director e interior designer. Facciamo quattro chiacchiere  con Federico Alberini, graphic designer dell’annata 2005. Secondo lui creatività significa dare un senso alle idee. Sta provando a raggiungere il successo, per il quale, dice, non è tanto importante la visibilità, quanto lavorare ad un progetto che ti soddisfi. Si definisce una persona combattuta e alla domanda “qual è la cosa più creativa che tu abbia mai fatto?”, risponde “nascere”. Già che abbiamo fatto amicizia, chiediamo se vuole prenderci per uno stage e gli lasciamo le nostre mail. A quanto pare cercano tanti copy.

Torniamo fra i gazebo e i ventilatori a spruzzo e incontriamo altri due personaggi che non possiamo tralasciare in questo articolo. Sono Francesco Pesaresi, Copy, e Giuseppe Campisi, detto “maglietta gialla”, Art, i talenti IED, ora coppia creativa alla Leo Burnett di Torino. Durante la conferenza sono stati professionali, Giuseppe al computer e Francesco, la cui parlantina ha fatto storia, al microfono. Ora che ce li troviamo davanti, sembra di parlare con due compagni di classe, quelli più casinisti! Hanno consegnato la tesi 5 anni fa e ora “non seguono nessuna strada. La creano”.

Francesco dà una definizione “istituzionale” di creatività: è il pensiero laterale, non la prima cosa che ti viene in mente. E magari neanche la seconda. L’impresa più creativa che abbia mai affrontato, è stata trascorrere un anno in Africa. Forse non esattamente la più creativa, ma di certo non era pianificata. Si definisce “uno, nessuno e centomila” e, dopo aver omaggiato Pirandello, mi ruba il blocco degli appunti e inizia a correre a slalom per il cortile e le aule. Io lo inseguo ridendo, ma per un attimo mi sento la secchiona del liceo, alla quale hanno rubato la merenda. Facciamo pace e torniamo dagli altri.

Giuseppe sostiene che la creatività sia una pizzeria e, dopo aver letto un certo disorientamento nei nostri occhi, spiega: “Nella pubblicità italiana ce n’è poca di creatività, siamo tutti pizzaioli”. Ahhhhh. Fa amicizia con la telecamera, ringrazia la famiglia, Dio e quant’altri e inizia un monologo filosofico domandandosi perché le persone famose si ostinino a ringraziare Dio davanti alle telecamere, “mentre sono sempre in giro a farsi”. Ci ha conquistati!

Dopodichè ci svela i trucchi che portano al successo, tira un frecciatina al suo collega e dice che dobbiamo assolutamente diventare copy. “Tanto dopo aver trovato l’idea e un titolino, sono cazzi dell’art.” Ci consiglia di iniziare subito in una grande agenzia e di fare assolutamente un’esperienza all’estero. I punti che ha perso con la battutaccia sui copy, li ha riguadagnati subito, anzi ha sbancato! “Perché se vai all’estero, il secchiello delle idee diventa grande. Con un secchiellino piccolo così (fa il gesto con le mani), dove vuoi andare?”

Art e copy ci salutano mostrandoci l’orario dei treni per Torino appena scaricato da trenitalia.it. Svoltano l’angolo e già ci mancano. Ma noi sappiamo che questo non è un addio. La IED Brigade abbassa la telecamera e si concede un’ultima birra. Troppa creatività in una volta stanca e i nostri eroi non hanno ancora terminato la loro missione.
Questa notte nessuno dormirà.

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